Alla scoperta della città medievevale

Alla scoperta della città medievevale

Viterbo custodisce uno dei centri storici medievali più vasti e meglio conservati d'Europa. Questo itinerario vi porterà a spasso nel tempo, partendo dalle antiche porte della città fino a raggiungere il colle dove il potere papale ha lasciato il suo segno indelebile, attraversando quartieri fatti di pietra grigia e leggende secolari.

Porta San Pietro e il palazzo di Donna Olimpia
L'accesso a questo percorso avviene tramite Porta San Pietro, una delle aperture più antiche della cinta muraria. Caratterizzata dallo stemma del leone con la palma, è nota popolarmente con il nome curioso di "Porta Salciccia", una storpiatura del termine "selci" con cui era pavimentata. Appena varcata la soglia, si incontra il Palazzo dell'Abate (XV secolo), nato come rifugio per i monaci dell'Abbazia di San Martino e divenuto poi proprietà della celebre e potente Donna Olimpia Maidalchini nel 1600.

Il quartiere di San Pellegrino e la sede dei Facchini
Percorrendo via San Pietro ci si addentra nel cuore del quartiere medievale. Le strade si fanno strette e tortuose, una scelta architettonica antica per proteggere gli abitanti dai venti gelidi. In via San Pellegrino, in un edificio storico sapientemente restaurato, si trova la sede del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa: è qui che i protagonisti del trasporto del 3 settembre si riuniscono per organizzare l'evento che rende Viterbo famosa nel mondo.

Piazza San Pellegrino e il palazzo degli Alessandri
Il centro vitale del quartiere è la piazza San Pellegrino, dominata dal Palazzo degli Alessandri. Questa dimora è una rarità storica: nonostante l'uso medievale di distruggere le proprietà delle famiglie sconfitte, il palazzo fu risparmiato per ordine diretto del Papa. A differenza di altre costruzioni simili, la scala è interna, illuminata da un elegante balcone ad arco. La piazza, con le sue torri e i portici, sembra un set cinematografico naturale rimasto fermo al XIII secolo.

Piazza Scacciaricci e l'arte del profferlo
Proseguendo oltre l'arco degli Alessandri si giunge in piazza Scacciaricci. Qui si può ammirare uno degli esempi più belli di profferlo, la tipica scala esterna in peperino che conduce direttamente al piano abitativo, lasciando quello inferiore a botteghe o stalle. Questi balconi fioriti sono il simbolo dell'architettura spontanea viterbese, un mix di senso estetico e funzionalità artigiana che ancora oggi incanta chi passeggia per queste vie.

Botteghe artigiane e piazza San Carluccio
Via San Pellegrino è ancora oggi la via degli artisti, dei restauratori e degli antiquari. Passeggiando si incontrano laboratori storici e, durante i fine settimana dedicati al mercatino, banchi carichi di oggettistica d'epoca e libri antichi. Il quartiere termina idealmente in piazza San Carluccio, ornata da una fontana antica che reca i simboli delle grandi famiglie nobiliari viterbesi, i Gatteschi e gli Anguillara.

Piazza della Morte e il ponte del Duomo
Uscendo dal quartiere medievale si raggiunge piazza della Morte, antico crocevia cittadino. La sua fontana a fuso del 1206 è testimone di secoli di storia, inclusa una celebre ribellione che ne causò la distruzione e la successiva ricostruzione. Da qui, il ponte del Duomo collega la città moderna al colle più antico. Le fondamenta del ponte svelano la loro origine etrusca, con enormi blocchi di pietra che reggono il passaggio verso il polo religioso, sovrastando la chiesetta della Madonna della Carbonara.

Piazza San Lorenzo: il colle dei Papi
Il percorso culmina in piazza San Lorenzo, dove si affacciano i monumenti più significativi. La cattedrale, costruita sopra un antico tempio dedicato a Ercole, mostra con orgoglio il campanile gotico e la facciata voluta dal Cardinale Gambara. Accanto si trova la casa di Valentino della Pagnotta, un edificio del 1200 che rappresenta perfettamente lo stile civile dell'epoca.

Il palazzo Papale e la storia del Conclave
L'edificio più celebre è senza dubbio il palazzo Papale, costruito nel XIII secolo per accogliere i pontefici in fuga da Roma. La Sala del Conclave è il luogo dove la storia cambiò per sempre: nel 1270, i cardinali non riuscivano a eleggere il nuovo Papa e i viterbesi, per sbloccare la situazione, li chiusero letteralmente a chiave e rimossero il tetto della sala. Da questo episodio di estrema pressione popolare nacque la tradizione del Conclave come lo conosciamo oggi. Attualmente, la sala ospita percorsi culturali e museali che permettono di rivivere quei momenti di tensione e splendore.