Itinerari > Le vie dello shopping, il cuore pulsante della città.   Torna indietro

Il cuore commerciale della città è dato dal Corso Italia e dalle vie limitrofe. Si parte da piazza verdi da cui si diramano il Boulevard Marconi ed il Corso Italia e si arriva fino a via saffi, piazza del Plebiscito, passando per la bellissima piazza delle Erbe.


Piazza Verdi
La piazza che i Viterbesi chiamano anche Piazza del Teatro o Piazza dell'Unione. Il teatro che vi si trova è stato costruito circa 150 anni fa ed è stato restaurato più volte. Ancora oggi viene usato per tantissime rappresentazioni. Ospita anche la Scuola comunale di musica.
Dalla parte opposta della piazza puoi ammirare Palazzo Santoro che ospita la Biblioteca Comunale "degli Ardenti" dove ci sono anche molti libri rari e antichi.
Imbocchiamo il Corso Italia e riprendiamo il nostro cammino. Dopo pochi passi, dove sbocca la Via Mazzini, sulla sinistra è murata una lapide. Hai notato come è strana la sua forma? Ricorda Porta di Sonza, una delle più antiche porte della Città che si apriva più o meno da queste parti. Le mura della Viterbo più antica, infatti, finivano qui. Fuori scorreva il fosso Sonsa, che adesso chiamiamo Urcionio. Porta Sonza aveva un grande privilegio, che gli era stato concesso dal figlio dell'imperatore Barbarossa.
Qualsiasi Viterbese che aveva qualche forma di servitù nei confronti di un altro e passava sotto questa porta diventava libero. Porta Sonza era, insomma, una specie di "porta della libertà".

 

Corso Italia
La passeggiata al Corso è una" cosa sacra", Si percorre tutta la via fino a Piazza delle Erbe e poi... si torna indietro per più di una volta. Come vedi ci sono molti negozi, Anche se ormai gli acquisti non si fanno più solo in centro, questa via è rimasta molto importante per chi desidera fare delle compere.
Sempre nel Corso Italia s'incontra il più antico caffè della città, il Caffè Schenardi. Prende il nome dal primo proprietario che, verso la fine dell'800, volle trasformare il magazzino di un'antica e nobile famiglia in una sala da caffè. Lì era possibile consumare bibite e gelati seduti intorno a comodi tavolinetti e, intanto, incontrarsi, discutere, progettare iniziative.
Il locale, anche se è in parte cambiato, mantiene ancora il disegno originario e le sue tradizioni.
abbiamo raggiunto Piazza delle Erbe. Al suo centro puoi vedere l'elegante fontana, costruita nel 1621. Nel 1700 i suoi leoni furono sostituiti dai leoni di marmo regalati alla città dallo scultore Pio Fedi. Noi tutti siamo molto legati a questa fontana perché, nelle giornate particolarmente limpide e fredde di tramontana l'acqua si gela intorno ai leoni e crea uno strano effetto. Allora diciamo: "Certo che è freddo! Hanno messo la barba anche i leoni di Piazza delle Erbe!"
Guarda un attimo l'elegante edifìcio che si trova a destra tra la Piazza e l'inizio di Corso Italia. Viene detto Casa della Pace, per via di una targa che ricorda un tentativo di superare le baruffe tra cittadini.
Da qui parte via Saffi, dove sulla sinistra potete vedere una delle più belle abitazioni di viterbo: Casa Poscia una bella casa del milletrecento con il suo elegante profferlo e il balcone ricoperto di fiori. Giriamo adesso sulla destra e infiliamoci in Via Cavour, la strada che prosegue il Corso Italia fino alla Piazza del Plebiscito.

 

La Torre Campanaria
Subito ci viene davanti agli occhi la bella e slanciata Torre dei Priori. Alta 44 metri fu ricostruita nel 1487 sulle fondamenta di quella precedente. L'elegante ornamento in ferro che vedi sulla sua cima fu messo all'inizio del 1800 e in quello stesso periodo vi fu collocata anche 1' attuale campana maggiore. Questa campana proveniva dalla chiesa di S. Maria della Verità ed era stata fusa nel 1452 da Mastro Sante delle Campane.
Il primo orologio pubblico di Viterbo fu messo sulla torre nel 1424, qualche anno più tardi del primo orologio di Roma.

 

Piazza del Plebiscito
Eccoci arrivati in quella che ogni Viterbese continua a chiamare Piazza del Comune e che è, dal 1200, il centro della città.
La piazza fu ricavata in un posto occupato in gran parte dal cimitero della chiesa di Sant'Angelo in Spatha e comprende, oltre la chiesa, i palazzi che ancora oggi ospitano gli uffici del Comune. Al centro si trova il Palazzo dei Priori. Attraverso un corridoio questo è messo in comunicazione con il Palazzo del Podestà, che sta alla sua sinistra. A destra c'è, invece, il Palazzo del Capitano del Popolo, oggi sede della Prefettura. Puoi vedere, inoltre, messi su due colonne all'ingresso di Via Roma e di Via San Lorenzo, due leoni, simbolo della città, scolpiti in una pietra chiamata "nenfro".
Un'antica leggenda narra, infatti, che Viterbo è stata fondata da Èrcole che veniva rappresentato coperto con la pelle di un leone.
Lo stemma della città rappresenterebbe proprio il leone ucciso da Ercole in una delle sue famose "fatiche".
In realtà, durante il primo periodo comunale, paesi e città vollero avere un simbolo della loro indipendenza. Di solito, le città guelfe, cioè più fedeli al Papa, sceglievano il leone. Quelle ghibelline, invece, alleate dell'Imperatore preferivano l'aquila.

Viterbo scelse il leone e il motto:
"Non metuens verbum,
leo sum qui signo Viterbum"
cioè: "Non temo minacce, io sono il leone che rappresenta Viterbo".
Hai notato che i due leoni non sono uguali? Quello sotto la torre campanaria presenta anche una palma. Questa era, a dire il vero, il simbolo di Ferento. Quando, però, i Viterbesi saccheggiarono e distrussero quella città, decisero di unire il suo stemma al proprio per ricordare la grande vittoria.

 

Palazzo dei Priori
Il più importante edificio della piazza è, senza dubbio, il Palazzo dei Priori, Questo conserva intatto l'originario porticato sotto il quale si trova il portone d'ingresso, mentre il piano superiore fu modificato in vari periodi.
Entriamo nel giardinetto interno con la bella fontanina con i due leoni rampanti sulla palma. Gli occhi, salendo in alto, scoprono, sopra il portico, una bella loggia. Qui c'è una serie di bellissime sale. Tra queste la più importante è la Sala Regia, ornata da affreschi del 1500. Sulle pareti si possono osservare illustrati i fatti storici e mitologici che riguardano la nascita di Viterbo e i personaggi importanti delle varie epoche. Sul soffitto sono rappresentati borghi e castelli sotto il dominio di Viterbo.

Fonte: comune.viterbo.it   Torna indietro
 
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